Moscatello di Saracena

Il Moscatello di Saracena è un vitigno autoctono e una coltivazione tipica ed esclusiva del comune di Saracena, in provincia di Cosenza. Il vino che ne deriva si produce con un procedimento antichissimo che prevede la vinificazione separata dell’uva moscatello, ottenuta dal vitigno autoctono, dalla malvasia e dalla guarnaccia. Le percentuali tra le diverse uve possono variare sensibilmente, ma in genere guarnaccia e malvasia sono prevalenti e viene aggiunta solo una piccola quantità di “adduraca” (termine dialettale che sta per profumata), un vitigno molto profumato e aromatico. Il moscatello, raccolto al giusto punto di maturazione, è appeso su graticci ombreggiati per 15-20 giorni, per concentrarne, attraverso l’appassimento, zuccheri e aromi. Gli acini disidratati subiscono successivamente un’attenta selezione manuale (normalmente si tratta di un lavoro femminile), seguita da una delicata pressatura. Dopo la vendemmia, guarnaccia, malvasia e adduraca invece sono pigiate e il mosto ottenuto è sottoposto a bollitura per ottenere una riduzione di circa un terzo del totale: questo procedimento determina un aumento del grado zuccherino e quindi del grado alcolico. I due mosti sono assemblati e iniziano un percorso fermentativo naturale, a seconda dei produttori, in botti di legno o in vasche di acciaio.
Le prime testimonianze della presenza di questo vino risalgono al XVI secolo quando il Moscato di Saracena veniva venduto alla corte pontificia. In tempi più recenti fu il barone Mazziotti a distribuirlo, fino alla metà degli anni Cinquanta quando per limiti di età dovette lasciare.

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Saracena(CS)

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