La Scarzuola

“La Scarzuola” è uno dei luoghi più suggestivi dell’Umbria: situata  nel comune di Montegabbione, in provincia di Terni, è stata costruita costruita sulle adiacenze di un convento del ‘200 fondato da San Francesco. La località è citata dalle cronache per essere quella in cui, nel 1218, San Francesco costruì una capanna nel punto in cui piantò una rosa e un alloro da cui sgorgò miracolosamente una fontana. La capanna fu realizzata con una pianta palustre di nome Scarza, da cui deriverebbe il nome Scarzuola. Successivamente, per ricordare l’avvenimento, i Conti di Marsciano vi fecero costruire una chiesa e successivamente un convento, entrambi affidati ai Frati Minori, che vi rimasero fino agli ultimi anni del Settecento, quando ne presero possesso i Marchesi Misciatelli di Orvieto. Nella seconda metà del Novecento, più precisamente nel dicembre 1957, l’architetto milanese Tomaso Buzzi (1900-1981)acquisì la proprietà dell’intero complesso, creandovi accanto una “città ideale” che lo rappresentasse. Inizialmente Buzzi restaurò il convento, successivamente il giardino, trasformando l’orto dei frati in un meraviglioso complesso verde che rievoca il mito dell’amore di Polifilo e la sua ninfa. Questa è la “città sacra”, che farà da contraltare alla “città profana”, o “Buzziana; quest’ultima sorge su di un anfiteatro naturale apparendo come una cittadella in tufo con vari elementi collegati armonicamente tra loro.
Dal 1958 al 1978, l’architetto progettò e costruì, nella valletta dietro al convento, una grande scenografia teatrale che egli definì “un’antologia in pietra”, rimasta volontariamente incompiuta, che permise il recupero di esperienze visive del passato: Villa Adriana per la palestra, piscina, terme eccetera, Villa d’Este (Tivoli) per la Rometta dell’architetto-archeologo Pirro Ligorio, i sette edifici nell’Acropoli (Partenone, Colosseo, Pantheon, Piramide, Torre dei venti, Tempio di Vesta, Torre campanaria); Bomarzo per l’effetto di gioco e meraviglia dei monumenti rappresentanti barca, Pegaso e mostro. Il complesso si sviluppa dentro una spirale formata dai pergolati.
All’interno del complesso, un asse verticale  dalla statua scheletrica del Pegaso conduce, attraverso un sistema di terrazzamenti, a un anfiteatro, al teatro agnostico, al teatro erboso, per finire alla torre colonna rotta e a un asse orizzontale delimitato a sinistra dal teatro delle api, al centro dal palcoscenico con labirinto musicale, e a destra dalla città Buzziana con al culmine l’Acropoli. Dal giardino del convento si accedeal teatro principale: il Teatrum Mundi. Ai due lati della scena sono presenti due elementi architettonicamente significanti: il Teatro delle Api e l’Acropoli con un palcoscenico, al cui centro campeggia l’ occhio di Buzzi-Atteone.
Un vialetto conduce alla Torre della Meditazione e della Solitudine. Al termine della salita, appare il Tempio di Apollo, completamente in tufo, scevro di decorazioni all’interno, tranne sul fregio che corre superiormente e  si rifà agli architravi dei templi greci classici. Un portale con ruderi di colonne immette alla torre di Babele, caratterizzata dalla scala musicale elicoidale delle sette ottave, che nel progetto di Buzzi doveva sprigionare un suono a ogni passo. Accanto, il portale Ianua Coeli conduce in uno spazio in cui si trovano riproduzioni di opere architettoniche dell’antichità accostando, senza apparente nesso logico, il Partenone, il Colosseo, il Pantheon, il tempio di Vesta, la torre dei venti, la torre dell’orologio di Mantova, una piramide di vetro e l’arco di Tito.
Alla morte di Buzzi, nel 1981, la città era stata realizzata solo in parte ma, grazie agli schizzi lasciati, l’erede Marco Solari terminò l’opera.
Questo luogo fa parte, oggi, del circuito Grandi Giardini Italiani.

Contatti

Montegabbione(TR)

0763 837463

http://www.lascarzuola.com/

Altre info

11,00 euro

Su prenotazione

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