Asparago violetto di Albenga

L’Asparago Violetto d’Albenga è una varietà unica prodotta in provincia di Savona. Caratteristica di questo asparago è il colore viola intenso che gradatamente sfuma scendendo verso la base che non dipende dalle tecniche di coltivazione, ma è legato al suo patrimonio genetico.
E’ una pianta erbacea di cui si hanno tracce dall’antica Mesopotamia. Il nome gli venne affidato dai greci con il termine asparagos, e i romani contribuirono alla sua diffusione in tutta Europa, ma la sua vera fortuna avvenne sotto il regno del Re Sole che ne aveva una predilezione.
I terreni alluvionali della Piana di Albenga sono perfetti per la sua coltivazione: grazie al profondo strato sabbioso e limoso e al microclima. Eppure, in Liguria, questa varietà, che negli anni Trenta del Novecento era coltivata su più di 300 ettari, è quasi completamente abbandonata
La conseguenza di questa drastica riduzione, dovuta anche al fatto che i contadini si rivolgono a colture più redditizie e con cicli riproduttivi più brevi, rischia di cancellare un ortaggio che tutto il mondo ci invidia.
Questa variazione è nata nel XVII secolo, con il passare dei secoli la selezione fatta ha prodotto la varietà oggi venduta e commercializzata eliminandolo i caratteri genetici indesiderati, quali il diametro piccolo e il gusto amarognolo.
La coltivazione del Violetto è completamente manuale e la raccolta avviene da metà marzo ai primi di giugno: così arriva più tardi alla vendita e trova un mercato già colonizzato da altre varietà nazionali e d’importazione. Da sempre i contadini hanno escogitato stratagemmi per anticiparne anche di poco la raccolta: un tempo si scaldava il terreno con il cascame del cotone (scarto dei cotonifici) impregnato d’acqua. Oggi esistono metodi più moderni: ad esempio c’è chi inserisce tubi di acqua calda nel terreno.

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