Antinori

La famiglia Antinori si identifica con Firenze dagli inizi del Duecento, quando si trasferì da Calenzano per esercitare in città l’attività mercantile: l’iscrizione degli Antinori all’Arte dei Vinattieri porta la data del 1385. Da 26 generazioni sono protagonisti della vitivinicoltura toscana, e già dalla fine dell’Ottocento i diversi possedimenti e fattorie si sono evolute in imprese agricole in stretto contatto con il territorio. Lo stesso paesaggio viene oggi modellato dalle migliaia di ettari di vigneti che fanno capo alla famiglia Antinori.

Chilometri e chilometri di filari di vite che disegnano il cuore della Toscana, dalle nobili terre del Chianti, alla Val d’Orcia Patrimonio dell’Umanità, fino alle dolci colline affacciate sul mare dell’alta Maremma.

 

Primo tra tutti il Chianti, terra di coltivazione del vino da tempo immemorabile, dove i Marchesi Antinori contano quattro tenute: come i vigneti di Peppoli_ di insolita esposizione  est/nordest, ma con un particolarissimo microclima che conserva a lungo il calore del sole_ o i terreni circostanti la Badia a Passignano_ antica abbazia di proprietà dei monaci vallombrosani, di cui Antinori ha in uso le antiche cantine dalle mura possenti e dagli splendidi soffitti a volta_ dove nel 1983 fu trovata una pianta di Vitis vinifera millenaria. Ma i veri gioielli sono gli appezzamenti che danno vita al Tignanello e al Solaia, i due vini icona della tenuta Tignanello, profondamente e autenticamente legati alla propria terra. Una terra antichissima, di origine pliocenica, magra, con poca acqua e ricca di alberese e galestro.

Nel paesaggio più aspro della Val d’Orcia, a Pian delle Vigne_ il cui nome deriva da una caratteristica stazione ferroviaria del XIX secolo all’interno della tenuta e tutt’ora in uso_ accanto a 65 ettari piantati a vigneto si estende una superficie grande il doppio di bosco mediterraneo, mentre  nella Tenuta Guado al Tasso, al centro del cosiddetto “anfiteatro di Bolgheri” che degrada fino al mare, il clima consente di allevare le “barbatelle”, le giovani piante delle diverse varietà da impiegare nei vigneti Antinori.

Tantissimi i vitigni coltivati: dalla varietà autoctona Sangiovese ai meno tradizionali Cabernet Sauvignon e Cabernet Franc del Tignanello, al Merlot Syrah o piccole quantità di Malvasia, sino al Vermentino e il Petit Verdot nella più calda Maremma.

Tanti anche i poderi coltivati a uliveto, così caratteristici del paesaggio italiano, diversamente coltivati e potati di regione in regione, che qui sono rappresentati dalle varietà tradizionali di ‘Frantoio’, ‘Leccino’ e ‘Moraiolo’.

Ma i vigneti Antinori modellano anche il paesaggio di altre regioni, come quello dell’Appennino umbro, dove la bella fortezza medievale del Castello della Sala, a soli 18 km da Orvieto, domina il paesaggio da un promontorio tufaceo circondato da antiche cittadine etrusche collinari. Qui, come un tempo, nei vigneti sono ancora coltivate uve tradizionali, le varietà autoctone del Procanico e del Grechetto.

 

Ma adagiati tra vigneti e uliveti, nelle proprietà Antinori, non si trovano solo antichi casali, ville patrizie e fattorie, ma anche eleganti architetture contemporanee, attente ai materiali e all’ecosostenibilità, come la nuovissima cantina di San Casciano Val di Pesa, inaugurata nell’ottobre 2012, costruita con materiali locali e con grande rispetto per l’ambiente e per il paesaggio toscano del Chianti.

Realizzata con basso impatto ambientale, la cantina si staglia ‘invisibile’: realizzata in totale armonia con il paesaggio si fonde con esso, tanto da apparire come una grande collina segnata da due fenditure incise nel terreno coltivato a vigneto, una piantagione che ricopre l’intero edificio.

Di colore marrone-rosso come le tonalità della terra, la cantina è stata concepita anche per accogliere i visitatori e mostrare la produzione del vino in tutte le sue fasi, la storia della famiglia Antinori, l’arte e la cultura enogastronomica del territorio.

Qui infatti è possibile visitare il Museo dove la famiglia Antinori racconta il proprio passato in modo del tutto inconsueto fondendo il nuovo con l’antico. In uno spazio sospeso nel tempo, dove l’avanguardia dialoga con la tradizione, le opere degli artisti contemporanei con quelle della collezione storica, si può intraprendere un viaggio nel tempo accompagnati da tre artisti di fama internazionale, Yona Friedman, Rosa Barba e Jean-Baptiste Decavèle, che hanno creato opere in situ attente alle tematiche del paesaggio, della memoria e del territorio.

 

Contatti

Piazza Antinori, 3

55 23595

http://www.antinori.it

Altre info

su prenotazione

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