Abbazia di Vezzolano

Il complesso monumentale di Santa Maria di Vezzolano e la conca che lo comprende, che si estende nei territori di Albugnano, Moncucco e Castelnuovo Don Bosco, sono oggetto di tutela in base alle leggi nazionali e regionali sui monumenti e le bellezze paesaggistiche.

L’abbazia di Santa Maria di Vezzolano è un edificio religioso in stile gotico e romanico, tra i più importanti monumenti medievali del Piemonte, situato nel comune di Albugnano in provincia di Asti.

Secondo una leggenda la fondazione della chiesa risalirebbe a Carlo Magno; secondo la versione più attendibile, l’imperatore nell’anno 773 stava cacciando nella selva di Vezzolano, quando improvvisamente gli sarebbero apparsi tre scheletri usciti da una tomba, provocandogli un notevole spavento. Aiutato da un eremita e invitato a pregare Maria Vergine, egli volle edificare nel luogo dell’apparizione una chiesa abbaziale.

Secondo una ricostruzione storica si può pensare che fosse già esistente in epoca longobarda e che sia stata successivamente ingrandita godendo sempre di più di fama e ricchezza. Nel X secolo l’abbazia venne distrutta dai Saraceni, ricostruita e nel 1002 donata da Arduino re d’Italia a Oddone di Bruzolo che la diede in eredità ai suoi discendenti i quali la cedettero nel 1095 al prevosto di Vezzolano. L’abbazia venne abitata da religiosi fino agli inizi dell’Ottocento, durante la dominazione napoleonica.

Dietro alla chiesa di Vezzolano da dieci anni un manipolo di volontari ha recuperato un pezzo di quella storia che i frati benedettini cominciarono dieci secoli fa. Non è un’opera d’arte come lo splendido monastero: sono file di pianticine, trovate e accudite una per una. Quelle stesse piante che gli operosi monaci coltivavano qui. Per questo nel 1996 la Soprintendenza ai Beni Ambientali e Architettonici del Piemonte, in occasione del nono centenario dell’abbazia, affidò questo pezzo di terra ad alcuni volontari, affinché lo riportassero alle condizioni originarie. Il gruppo si costituì in “Comitato per la salvaguardia del paesaggio rurale: frutteto della Canonica di Vezzolano”. La storia delle attività svolte dal comitato in questo decennio è stata illustrata da … Ludovico Radicati di Brozolo, …, in un saggio pubblicato sui “Quaderni di Muscandia” … Il Comitato decise di ricreare nell’appezzamento della Canonica un frutteto simile a quello coltivato nell’antico monastero. Si scelse di coltivare il melo perché meglio adattabile al clima del Nord Italia, ai terreni delle colline piemontesi e per la maggiore resistenza ai parassiti. … Così, ora la varietà di meli permette di avere caratteristiche di colore, gusto e tempi di maturazione diversi: dall’estiva San Giovannì alle invernali Ruscaieu e Pom Matan. Poi i Carpandù, Pom d’la bota, Pom Arnent, Giraudèt, Pom d’la costa, Fulminei, Pom rusnènt, Ciocarin-a bianca o rossa dolce, Pom limon, Pom del re, Pom Rava…

Le mele in coltivazione

Calvilla rossa d’inverno

Di media grandezza, allungata. Buccia cerosa, colore rosso bordeaux. Polpa soda, croccante, mediamente succosa. Raccolta a fine ottobre, si consuma da dicembre a marzo.

Ciocarin-a bianca

Forma allungata, buccia liscia, gialla sfumata di rosso. Polpa croccante, dolce. Raccolta ad inizio ottobre, si conserva fino a marzo.

Pom arnent

Forma arrotondata, buccia ruvida, rugginosa. Polpa croccante dolce. Raccolta ad inizio ottobre, si conserva fino a marzo. Adatta alla cottura.

Fulminei (Firminei)

Forma appiattita, media grandezza. Buccia verdina ruvida. Polpa bianca, succosa, dolce acidula. Raccolta a fine ottobre si conserva fino ad aprile.

Calvilla bianca d’inverno

Di media grandezza, tondeggiante, con costolature evidenti alla fossa calicina. Buccia liscia, cerosa, sottile, gialla. Polpa croccante, succosa, dolce acidula, profumata. Raccolta nella prima metà di ottobre, si consuma da novembre ad aprile. La sua origine è assai antica.

Ciocarin-a rossa

Forma allungata, buccia liscia di colore rosso vivo. Polpa gialla, dolce, talvolta farinosa. Raccolta a fine settembre, consumo fino a febbraio.

Marcon

Di forma arrotondata, di taglia media. Buccia liscia, di colore rosso sfumato di verde. Polpa croccante, dolcissima. Raccolta ad inizio ottobre, conservazione fino ad aprile. Adatta al consumo fresco e alla cottura.

Ruscaieu

Arrotondata, di taglia media. Buccia liscia, verde con macchie rosse. Polpa dolce, croccante. Raccolta a metà novembre, si consuma da gennaio a maggio.

Carpandù

Sinonimo di carpendola, conosciuta da tempi molto remoti. Se ne conoscono diversi tipi. Buccia più o meno rugginosa, giallo-verde con sfumature rosse. Polpa fine croccante, dolce-acidula e aromatica. Raccolta a metà settembre, si consuma fino a marzo.

S. Giovanni

Frutto piccolo, tondeggiante. Buccia sottile, giallo-paglierino. Polpa bianca, croccante, succosa, dolce acidula. Matura a fine giugno-inizio luglio, da consumarsi appena raccolta.

Pom limon

Forma allungata. Buccia gialla, puntinata. Polpa bianca, acidula, profumata. Si raccoglie nella seconda quindicina di ottobre, si conserva fino a marzo. Adatta per pasticceria.

Pom d’la bota

Di forma allungata, buccia di colore rosso-intenso. La colorazione si accentua lasciando qualche tempo le mele già raccolte esposte all’aperto. Polpa soda, dolce-acidula, succosa. Raccolta a inizio ottobre, maturazione da dicembre a marzo.

Pom d’la costa

Di origine sconosciuta. Forma tronco-conica breve, asimmetrica. Buccia liscia, con lenticelle piccole, rugginose. Colore di fondo giallo-verde con sfumature rosse. Polpa bianca, croccante, succosa, dall’aroma intenso. Raccolta nella seconda decade di ottobre.

Pom matan

Frutti grandi, globosi. Buccia liscia, gialla. Polpa dolce, gialla, croccante. Raccolta a metà ottobre, si conserva fino a marzo.

Carlo bianco

Appartiene al gruppo delle mele Carle, conosciute da tempi remoti. Il frutto è medio-piccolo, un po’ allungato. Buccia liscia, cerosa, gialla-verdastra. Polpa soda, dolce, tendente alla farinosità. Si raccoglie nella seconda decade di settembre, si conserva fino ad aprile.

Calvilla rossa d’autunno

Altra varietà del gruppo delle calville, frutto grosso, un po’ allungato. Buccia rossa sfumata di verde. Polpa croccante, mediamente succosa. Si raccoglie nella seconda metà di ottobre, matura a partire da novembre.

Pom rava, Pom Rusnènt, Pome

Varietà antiche presenti in Frutteto di cui, sino ad ora, non è stato trovato riscontro in letteratura. Probabili denominazioni locali di varietà altrove note con altro nome.

Pom del Re, Giraudet

Varietà presenti in Frutteto, non ancora in produzione.

Contatti

Strada dell'abbazia - 14100 Albugnano(AT)

011 9920607

Altre info

Ingresso gratuito

Aperto dal Martedì alla Domenica

dalle 9.30 alle 12.30 e dalle 14.00 alle 18.30 (ORARIO ESTIVO: dal 1 marzo al 14 ottobre) o dalle 9.30 alle 12.30 e dalle 14.00 alle 17.00 (ORARIO INVERNALE: dal 15 ottobre al 28 febbraio)

Questo sito utilizza cookie tecnici e di profilazione per fornirti una esperienza di navigazione personalizzata